Prestiti personali

A causa della crisi economica sono sempre di più gli italiani che si rivolgono alle banche o gli istituti finanziari per richiedere un prestito personale e i motivi possono essere i più disparati, da una spesa improvvisa e imprevista, al finanziamento di un viaggio, all’acquisto di un elettrodomestico rotto o a delle spese mediche. Esistono diversi tipi di “prestiti personali” e rientrano tutti nella “categoria dei prestiti personali non finalizzati”, per i quali non è necessario indicare e giustificare i motivi per cui si richiede il prestito. Il rimborso della somma ottenuta in prestito avverrà con il pagamento di rate mensili, per un certo numero di anni prestabiliti.

I diversi tipi di prestiti personali

Tra i prestiti personali rientrano:

“I prestiti personali con cessione del quinto” 
sono una particolare forma di prestiti rivolti ai dipendenti pubblici o privati e ai pensionati che pongono a garanzia del prestito lo stipendio o la pensione. Il piano di rimborso prevede che le rate mensili verranno trattenute direttamente dallo stipendio o dalla pensione e non potranno avere un valore superiore ad un quinto della somma percepita dal richiedente per lo svolgimento dell’attività lavorativa o a titolo di pensione.

“La delega di pagamento” 
funziona come la cessione del quinto ma ha come destinatari solo i dipendenti pubblici e privati e non i pensionati. I lavoratori ancora in attività che abbiano in corso un prestito con cessione del quinto, possono richiedere un’ulteriore prestito attraverso la delegazione di pagamento, che andrà ad aggiungersi alla cessione del quinto. Le rate complessive mensili, previste per il rimborso, non dovranno però superare i due quinti dell’importo netto mensile dello stipendio.

“I prestiti personali cambializzati” 
hanno come destinatari tutti, compresi quelli che risultano cattivi pagatori o protestati che difficilmente potrebbero accedere al settore creditizio in altro modo. Il piano di rimborso avviene mensilmente tramite il pagamento di cambiali intestate all’istituto finanziario o alla banca che ha emesso il prestito. La garanzia in questo caso è offerta dalle cambiali stesse che rappresentano titoli esecutivi, quindi in caso di mancato pagamento la cambiale legittima la banca o l’istituto finanziario ad agire direttamente nei confronti del creditore.

I prestiti vitalizi ipotecari” sono una particolare categoria di prestiti rivolti a proprietari di immobili di età superiore a 60 anni. Il beneficiario del prestito non dovrà rimborsare a rate la somma ottenuta ma la garanzia per la banca o l’istitituto finanziario è data dall’iscrizione di un’ipoteca sulla casa. Alla morte del beneficiario, gli eredi potranno decidere o di rimborsare il prestito in un’unica soluzione oppure l’immobile diverrà di proprietà della banca.
“I prestiti personali Inps” sono dei prestiti erogati direttamente dall’istituto previdenziale oppure da banche e istituti finanziari convenzionati con l’Inps, a tassi agevolati. Sono rivolti ai dipendenti statali e pubblici iscritti nella Gestione ex Inpadap.

Come richiedere un prestito personale

I soggetti interessati a richiedere un prestito dovranno recarsi direttamente presso l’istituto finanziario o la banca (anche se è prevista anche la possibilità di richiederli via internet) ed esibire:

  • un documento d’identità in corso di validità
  • il codice fiscale
  • un documento che certifichi l’esistenza di un reddito (busta paga per i dipendenti, cedolino della pensione per i pensionati e modello unico per i lavoratori autonomi).

Oltre alla certificazione di un reddito spesso è opportuno presentare ulteriori garanzie per aumentare le probabilità di ottenere il prestito tra cui la dimostrazione del possesso di beni immobili o la presenza di un terzo soggetto che si offra come garante in caso d’insolvenza del beneficiario. A questo punto si aprirà la fase istruttoria in cui l’istituto di credito, in base alla documentazione presentata, valuterà l’opportunità o meno di concedere il finanziamento.

Come scegliere il prestito personale

Nel momento in cui si decidere di richiedere un finanziamento occorrerà confrontare le condizioni offerte dai diversi istituti finanziari e scegliere le migliori. Per capire quale istituto di credito offre le condizioni più vantaggiose dovrete prestare attenzione ai tassi applicati. Il “TAN (tasso annuo nominale)” è il tasso d’interesse puro applicato al prestito che però non rende l’idea del reale costo del finanziamento mentre il “TAEG (tasso annu effettivo globale)” invece ricomprende, oltre agli interessi, tutti i costi del finanziamento, tra cui:

  • spese di istruttoria
  • spese di apertura e chiusura della pratica
  • spese di assicurazione, volte a garantire la restituzione del finanziamento in caso di morte improvvisa o handicap del beneficiario.

Il “TAEG” quindi è il tasso che maggiormente rende l’idea del costo complessivo del prestito e quello a cui dovrete fare riferimento.

Prestiti Inpdap e Inps

Prestiti inpdap, per chi necessita di liquidità, spesso la strada del settore creditizio non è semplice da percorrere. Occorre infatti presentare un numero di garanzie tali da consentire la sostenibilità di un eventuale piano di rientro del finanziamento e non essere incappati in disavventure nel corso del proprio rapporto con le aziende del comparto.
Per i prestiti inpdap tra le migliori opportunità in assoluto in tal senso, vanno però ricordate quelle offerte dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Vediamo di cosa si tratti.

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Prestito pensionati: come ottenere la cessione del quinto

Prestiti pensionati fino a 90 anni

Prestiti pensionati, quando si è titolari di una pensione non è semplice ottenere del credito, tutto cambia quando si tratta di cessione del quinto, una particolare forma di credito che consente ai pensionati di ottenere un prestito personale.

Cos’è la cessione del quinto

La cessione del quinto è una forma di credito riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. In questo caso si parlerà in modo specifico dei secondi.La cessione del quinto è caratterizzata dal fatto che l’ammontare della rata del piano di ammortamento è pari ad un quinto della pensione e il debitore non deve ogni mese andare a versare l’importo dovuto all’ente erogante, infatti, la somma sarà decurtata direttamente dalla pensione e versata all’ente che ha erogato il prestito dall’INPS, ex INPDAP, o altro ente che versa la pensione.

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