Prestiti per dipendenti

In un Paese che nel corso degli ultimi anni ha dovuto fare i conti con una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro, i prestiti dipendenti costituiscono una categoria abbastanza particolare.

Se infatti il Jobs Act ha in pratica sancito la fine del posto fisso nel nostro Paese, allo stesso tempo chi può vantare una regolare busta paga alla fine di ogni mese può almeno fare programmi a medio termine, magari programmando spese che chi non dispone di una fonte di reddito analoga non può affrontare.

Anche dal punto di vista creditizio, la categoria dei lavoratori dipendenti può vantare peculiarità che la rendono appetibile per un comparto scottato nel corso degli ultimi anni dalla questione dei crediti deteriorati, ovvero quelli che non sono stati rimborsati da chi ha ottenuto un prestito ed è magari entrato in una spirale di difficoltà.

Proprio per questo con il miglioramento del quadro economico, si è assistito ad un rilancio dei prestiti dipendenti, che ha dato ossigeno ad un settore troppo ripiegato in sè stesso negli ultimi anni.

I prestiti dipendenti: cosa sono

I prestiti dipendenti rappresentano una soluzione messa a disposizione dei lavoratori del settore pubblico e privato che vantino un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato. Ove il contratto sia temporaneo, la durata del prestito non può naturalmente superare quella prevista dal rapporto di lavoro intrattenuto.

Si tratta di prestiti personali, ovvero per i quali non è necessario produrre una motivazione e che possono quindi essere destinati a svariati scopi, come la ricostituzione di una certa liquidità, oppure l’acquisto di beni o servizi. Proprio per questo motivo, ovvero non essere ancorati ad un bene, possono risultare più rischiosi, in quanto l’ente che concede il finanziamento non può operare la sua rivalsa su un bene, ove il richiedente non onori gli impegni sottoscritti a livello contrattuale. In cambio dell’assunzione di rischio che ne deriva, le banche e le finanziarie fissano perciò tassi di interesse che possono risultare scarsamente convenienti. Proprio per questo sarebbe meglio pensare a strade alternative e più convenienti, sin dove possibile.

Le caratteristiche dei prestiti dipendenti

I prestiti personali vengono solitamente rilasciati ai richiedenti con la formula del quinto, che prevede la trattenuta della quota mensile concordata direttamente sulla busta paga o sulla pensione. E’ possibile anche richiedere il cosiddetto secondo quinto, ovvero una integrazione del primo prestito, per il quale è però necessario il consenso del datore di lavoro.
Proprio il fatto di impostare il rientro della cifra ottenuta con trattenute sulla busta paga di mese in mese rende possibile la concessione del credito anche ai protestati o agli utenti che in passato abbiano visto l’iscrizione del proprio nome in un elenco di cattivi pagatori.
L’importo massimo che può essere richiesto varia in base ad una serie di fattori come l’età di colui che chiede il finanziamento e la sua capacità reddituale, ovvero l’importo del suo stipendio.
Va anche ricordato come sia possibile estinguere in anticipo il prestito, versando la quota capitale rimanente e senza oneri aggiuntivi, ovvero penali.

E’ necessaria l’assicurazione

Va infine notato come nel caso dei prestiti personali sia necessario stipulare una polizza assicurativa, proprio per garantire l’ente erogante dalla possibile perdita del posto di lavoro o il decesso del richiedente. Anche in questo caso si tratta di una conseguenza del fatto che non vi sia alcun bene a garanzia, trattandosi di un prestito per il quale non è necessario produrre motivazioni.
L’assicurazione è però allo stesso tempo una garanzia per il lavoratore che stipula il prestito e per la sua famiglia, evitando agli stessi di doversi sobbarcare le conseguenze di eventi imprevedibili e a volte drammatici.